[Thoughts on the Table – 20] Introducing Frank Fariello from Memorie di Angelina

frank fariello

In this episode, I have the pleasure to interview Frank Fariello, writer of the blog Memorie di Angelina.

Join me as I learn more about Frank and his fascinating journey from his upbringing in an Italian immigrant household, through his 10 years spent in Rome, to his creation of one of the most popular blogs about Italian food on the web!

Click here for a full transcript of this episode.

     

9 thoughts on “[Thoughts on the Table – 20] Introducing Frank Fariello from Memorie di Angelina”

  1. Questi giorni sto rinavigando al di la del mio sito e ho appena acoltato questo podcast. E' il primo che ascolo.. adesso piano piano vedo di recuperare!

  2. BELLISSIMO! The best podcast so far!!! πŸ™‚ I loved learning more about Frank and I agree with everything you guys said. Frank is so right… every supermarket in Italy sells good produce. I was thinking about it just this morning: if I need Emmental (or any "non-cheddar" cheese here, I need to go to a speciality shop… in Italy you find international (and obviously lots of local) products anywhere. I do find things like these a bit frustrating. THANKS!!!!

    1. Thanks Manu! Yeah, Italian supermarkets are something else… they even smell amazing! I think they're part of the reason Italians like to cook: they go down to the supermarket and get inspired. Here, for some reason, it doesn't quite work that way.

    2. Thanks so much, Manuela! Glad you enjoyed the podcast. I had a great time making it with Paolo. As you know, he's a real pro.

      As for supermarkets, alas, all too true. Even the fancy ones here just don't quite compare…

  3. Bella la vostra conversazione, abbiamo avuto il piacere di sentire le vostre voci che sino adesso erano per noi sconosciute. Certamente il C/V di Frank e' da invidiare e speriamo poterlo avere tra' noi per tantissimo tempo ancora, le sue ricette ci fanno ricordare i nostri cari che con pochi soldi facevano miracoli, specialmente in quella Italia del dopoguerra, da noi in Toscana si dice''Cucina Povera'', fatta con pochi ingredienti pero' genuini e con tanto amore. Incuanto al entrare in una Bottega Alimentare in Italia, certamente i sapori e aromi che si sentono per le mille varieta' di prodotti esposti, aprono nei nostri ricordi momenti che mai si dimenticheranno, e come ben descritto da voi, uno incomincia far lavorare il cervello ed incomincia a organizzare la pietanza che cuocera' quel giorno, lo stesso quando una va' a fare ;a spesa al mercatino della contrada. Tutto questo e' impossibile incontrare in un supermercato Americano, pervia que l' aria accondizionata porta via il minimo di aroma che puo' avere, solo nel dipartimento del caffe' qualcosa uno sente, pero' per il resto tutto sigillato e super impaccato che non lascia passare nessun aroma. Grazie di nuovo Frank, aspetto ogni settimana le tue sempre interessanti ricette e storie di altri tempi. Vittorio Orsi

    1. Grazie Vittorio per il tuo contributo! E' vero quello che dici, solo nella 'coffee aisle' si sente qualche aroma – osservazione molto azzeccata! Mi fa piacere che la conversazione ti sia piaciuta, d'altra parte con un ospite come Frank non si puo` sbagliare πŸ™‚

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